Nosy Be e l’albero sacro dei desideri

by Rossella La Rosa


Nosy Be non è solo mare. E’ anche mistero e sacralità. Come ad Ampombilava, nell’entroterra.

Qui si trova l’Albero Sacro Mahatsinjo. Siamo in un posto misterioso dove ci si addentra in una foresta disseminata di piante curiose chiamate “Banyan”.

La loro unicità è quella di avere lunghe radici esterne che, come liane, sembrano calarsi dal cielo per sprofondare nel terreno, creando così nuove piante.

Questo Albero Sacro è difatti un enorme ficus Bengalensis, albero sempre verde i cui rami e radici creano una cupola di oltre 50 mt di diametro. In tutto copre una superficie di oltre cinquemila metri quadri!!

E’ il simbolo della tribù Sakalava, etnia del Nord del Madagascar. Per accedere a questo luogo mistico, dovrai indossare il “lamba” un tipo abito malgascio che permette alla tua anima di entrare senza impurità. Inolte è indispensabile rispettare la tradizione della tribù a cui è affidato l’intero sito.

 

Occorre sempre entrare con il piede destro ed uscire sempre con il piede destro. Il lamba verrà legato in vita per gli uomini (kitamby) e dovrà coprire le spalle per le donne (salovana sy kisaly).

Tra i labirinti creati dalle lunghe e antiche radici si trovano dissemitati piccoli altari di offerte finché non si raggiunge il cuore dell’albero ovvero il tronco originario. Questa zona è circondata di tessuti rossi e bianchi, i colori del Regno Sakalava che rappresentano  i due rami  principali della famiglia reale.

Le origini: tra storia e leggenda

l sito dell’Albero sacro si trova a circa 2 km a sud della capitale Hellville. La sua storia ha inizio nel 1837, quando la regina Sakalava Tsiomeko fugge a Nosy Be seguita dall’esercito della regina merina Ranavalona I.

Inseme alla Regina Tsiomeko sbarcano a Nosy Be un folto gruppo di colonizzatori Hindu, che offrono in dono un germoglio di Ficus Benghalensis. La regina ordina di piantarlo ove ora si trova.

Da allora, l’albero è cresciuto ed è divenuto un doany per i Sakalava, ossia un luogo di culto e di preghiera, dove recarsi per entrare in contatto con i propri antenati  e chiedere protezione, salute e  prosperità. In cambio si devono portare offerte in segno di ringraziamento, soprattutto sotto forma di miele e rhum.

Al suo interno, vive una colonia di lemuri, molto schivi ma molto curiosi.

 

 


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