Mosca, nel cuore dell’Impero

by Fabio Bertino


Una delle prospettive più conosciute e fotografate di Mosca è senz’altro quella che si gode dal Ponte dei Patriarchi sulla Moscova. Un balcone affacciato sulla bellezza e sulla storia della città. Ad una estremità si trova l’imponente Cattedrale di Cristo Salvatore, che in un certo senso incarna la storia stessa della Russia. Voluta da Alessandro I e realizzata poi da Nicola I per celebrare la vittoria sulle truppe napoleoniche, fu inaugurata nel 1883 in occasione dell’incoronazione dello zar Alessandro III. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre venne distrutta con l’esplosivo per lasciare spazio al Palazzo dei Soviet. Il progetto che non fu però realizzato, e per volere di Nikita Chruscev il terreno su cui sorgeva la Cattedrale venne invece utilizzato per realizzarvi la Moskva, la più grande piscina all’aperto del mondo. Dopo il crollo dell’URSS si decise di ricostruire la chiesa, consacrata nel 2000, e pochi anni dopo si realizzò anche il ponte pedonale. Oggi la cattedrale, con le cupole dorate, i marmi bianchi e una capienza di ben 10.000 persone, domina con la sua imponenza la riva sinistra del fiume

Percorrendo il ponte si resta invece a bocca aperta di fronte ad una delle vedute più spettacolari sul Cremlino, mentre sul lato opposto della Moscova, sul lungofiume Bersenevskaja, si trovano diversi edifici che non bisogna assolutamente perdere se ci si trova in città. Come la ex fabbrica di cioccolato Krasnij Okt’jabr, “Ottobre Rosso”, fondata nel 1867, che oggi ospita bar, studi d’arte, ristoranti, discoteche e gallerie fotografiche. O la dom na naberežnoj, la “casa sul lungofiume” sull’isola Bolotny. Un palazzo gigantesco  che occupa una superficie di ben 3 ettari ed ospita 505 appartamenti, oltre a piscina, cinema, supermercato e negozi.

Ma che deve la sua fama all’aura di cupa leggenda che lo accompagna. Fatto costruire da Stalin negli anni ’30 per insediarvi la nomenklatura dell’Unione Sovietica, ha ospitato personaggi come Svetlana e Vassily, i figli del leader georgiano, il celebre eroe del lavoro Aleksej Stakhanov o la madre di Chruscev. Lo scopo era in realtà quello di tenere sotto controllo questi personaggi scomodi e potenti, e si dice infatti che, nascosto dietro all’ingresso numero 11, vi fosse un ufficio segreto della NKVD, la polizia segreta, che spiava e intercettava i residenti. E pare che non pochi tra gli ospiti del palazzo, durante le purghe staliniane, siano misteriosamente scomparsi. Sempre in zona si trova poi la Galleria Tretjakov dove, oltre ad una imponente collezione di icone, si possono ammirare le opera di artisti contemporanei come Malevich e Kandinsky. Il Ponte dei Patriarchi è insomma un po’ il cuore “dell’impero”.


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