Cecoslovacchia, le ragioni per una separazione pacifica

by mirko Marino


Cecoslovacchia, le ragioni per una separazione pacifica
L’ispirazione per questo articolo mi è venuta il 28 ottobre scorso, quando a Praga si celebrava il centenario della nascita della Cecoslovacchia, costituita dopo la fine della prima guerra mondiale quando cechi e slovacchi furono uniti a tavolino su pressione del presidente americano Wilson.

Benchè cechi e slovacchi siano popoli molto simili, che parlano lingue reciprocamente intelligibili (la maggioranza del loro vocabolario si differenzia infatti solo per l’ortografia e la pronuncia), alla base di questa unione c’erano tuttavie alcune divergenze che ne hanno minato a lungo termine la convivenza:

  • ECONOMICHE: l’attuale Republica Ceca era una delle aree più industrializzate di tutto l’Impero Austro-Ungarico, quindi di gran lunga più avanzata dell’attuale Slovacchia che era invece prevalentemente agricola;
  • POLITICHE: il potere politico era centralizzato a Praga con Bratislava che giocava un ruolo secondario;
  • RELIGIOSE: mentre la religione cattolica aveva un forte peso in Slovacchia, i cechi erano principalmente atei.
Cattedrale di Kutna Hora

Il processo diseparazionefu avviato negli anni ´90, principalmente su spinta dei politici slovacchi che rimproveravano ai loro omologhi cechi di detenere il potere politico della confederazione. Il divorzio vero e proprio fu deciso a tavolino nel 1992senza ricorrere ad un referendum, che avrebbe forse invertito le sorti di questa decisione poichè la maggioranza dei cechi e degli slovacchi non aveva mai manifestato il proprio desiderio di indipendenza.

Il 1 gennaio 1993 – con ciò che fu definito un divorzio di velluto sulle orme dell’omonima rivoluzione del 1989 – nacquero così le attuali Repubblica Ceca e Slovacchia, senza che nemmeno una goccia di sangue fosse versata, a differenza di quanto invece accadde nello stesso periodo durante la scissione della confederazione jugoslava.

Le ragioni di questo divorzio pacifico sono da ricercare, oltre che nella natura bonaria e poco incline alla guerra di entrambi i popoli, nel fatto già dal 1969 si fossero poste le fondamenta di una divisione con il riconoscimento di una maggiore autonomia regionale.

Castello di Huboka Nad Vitavou

A distanza di quasi trent‘anni, si può dire con certezza che la dissoluzione della Cecoslovacchia non ha lasciato nessuno strascico negativo; entrambi i paesi sono entrati a far parte dell’Unione Europa ed aderiscono al gruppo di Visegrad. Tra i due popoli non esiste nessun rancore o tensione etnica, per cui gli slovacchi continuano ad affluire nelle principali città ceche per motivi di studio o di lavoro e rappresentano addirittura la comunità straniera con il maggior numero di cittadini presenti sul suolo ceco. A controprova di questo clima di rispetto e fiducia, il fatto chei cechi abbiano persino scelto uno slovacco (Andrej Babiš) come primo ministro!

Una delle maggiori note negative della separazione è il fatto che la comprensione linguistica reciproca si stia progressivamente affievolendo: i bambini cechi hanno infatti sempre più problemi a capire i loro coetanei slovacchi, poichè la lingua slovacca è quasi sparita dalla TV ceca. Sarebbe veramente triste se un giorno due popoli che hanno condiviso più di settant‘anni di storia comune dovessere ricorrere all’inglese per capirsi!


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