Rodi e il Colosso

by Daniela Tinè


Rodi è un’isola dove le memorie si inseguono, fenici, greci, bizantini, saraceni, italiani….ognuno ha lasciato la propria impronta.
Il Colosso di Rodi era alto 35mt, quanto un palazzo di 10 piani, e vegliava a gambe divaricate sull’ingresso del porto di Mandraki, un gigante di bronzo armato di fiaccola. Non ebbe però molta fortuna, nel 226 a.c. un terremoto fece crollare l’enorme statua, gli isolani non vollero mai ricostruirlo, perché si pensò fosse stata l’ira degli Dei a volerlo distruggere. Ora una coppia di cervi di bronzo, emblema dell’isola, si erge sulle sue colonne.
Faliraki, oggi, è centri turistici più affollati di Rodi, con i suoi bar, discoteche, fastfood ed una cementificazione che arriva a lambire la città di Rodi. ma negli  anni ’60 gli hippies greci alloggiavano in capanne sul mare e vivevano di solo musica e romanticismo.
La città di Rodi si trova sul monte Smith, dal suo belvedere spuntano i resti dell’Acropoli fondata nel 408 a.c., con lo stadio, il teatro ed il tempio di Apollo.
Una delle sue spiagge più affascinanti è Lindos, sulla costa orientale, la sua acropoli in cima alla vetta può essere raggiunta a piedi, oppure a dorso d’asino.

Rodi

Le altre belle spiagge dell’isola sono quelle di Tsambika e Gennadi, calette come quella intitolata a Antony Quinn, dal film “ Zorba il greco” che fu girato in questo luogo.
Altra meta turistica e particolare si trova a Petaloudes, da qui si accede alla Valle delle Farfalle, nei mesi estivi gli alberi si tappezzano di lepidotteri dalle ali color nero e arancio, in un tripudio di colori. Chi invece vuole prendere un po’ di fresco allontanandosi dalla calura estiva, può salire a Profitis Illas, una montagna boscosa a 798 mt.
Il monastero più importante dell’isola, è quello di Moni Thari, nacque per  volere di una principessa bizantina gravemente malata. Essa si ritirò qui in pace per morire, invece ritrovò la salute e per gratitudine fece costruire questo eremo per i pellegrini.
L’estremità meridionale di Rodi finisce con l’isolotto di Prassonissi, unito alla terra ferma da una fetta di sabbia che separa l’Egeo dal Mediterraneo.

 


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