Petra, la meraviglia della Giordania

by Daniela Tinè


Petra è il luogo più famoso della Giordania, ma probabilmente anche una delle destinazioni più visitate al mondo.
Il suo nome significa “roccia”, fu battezzata così da Romani e Greci. I Nabatei invece la chiamavano RQM, che significava “giochi di colore” probabilmente in riferimento ai bellissimo colori della pietra arenaria.
La strada che conduce all’interno del sito è chiamato il Siq,  un passaggio stretto e sinuoso lungo 2km;  esso sbocca davanti all’ edificio più noto, il maestoso tempio Al Khazneh o Tesoro del Faraone, alto 39 metri e largo 25, mantenutosi nel tempo perché protetto da questo stretto passaggio.
Percorrere questa gola naturale, per i viaggiatori di oggi, è un’esperienza unica; la sua scenografica ubicazione ti costringe a vederlo all’improvviso risplendente alla luce del sole che filtra. Questo rafforza ulteriormente l’impatto della visione, se si pensa poi che, già 2000 anni fa, da qui passavano le carovane di cammelli provenienti dal vicino Oriente per gli scambi commerciali, l’emozione aumenta.

El Siq

Al Khazneh non assomiglia a nessun altra tomba di Petra, anche se all’interno non ci sono né sepolcri , ne camere funerarie, il pavimento è di roccia viva. Dicono si tratti di un cenotafio, cioè una tomba vuota, oppure visto che a Petra esistevano sono sarcofagi di legno, si pensa non se ne sia conservato alcuno.
Il complesso di Petra,  comprende circa 200 facciate, tra incompiute e tombe reali, che accolsero le sepolture dei monarchi nabatei.
Il secondo monumento famoso di Petra,  è il Monastero El- Deir, ubicato sulle pendici della montagna, scolpito direttamente nella roccia; vi si accede dopo aver fatto 800 gradoni, oppure a dorso d’asino.
La curiosità che il viaggiatore troverà a Petra è quella di vedere i beduini, sono stanziali e vivono nel sito di Petra; in un certo senso sono i custodi del sito.
Si pensa che Petra sia stata distrutta da un terremoto nel 663 d.c. Dopo la conquista  del Medio Oriente da parte di Saladino nel 1189, fu abbandonata ed il suo ricordo perduto, fino al 1812, quando Johann Ludwing Burckhardt la riscoprì.
Dal 1929 è diventata uno dei siti archeologici più importanti del Medio Oriente, patrimonio dell’Unesco. Viene anche annoverata tra le Sette Meraviglie del Mondo


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