Monasteri russi: pellegrini ai confini d’Europa

by Fabio Bertino


Come tutte le religioni, anche il cristianesimo ortodosso russo ha i suoi santuari e luoghi di pellegrinaggio. Alcuni monasteri russi, come il monastero di Novodevichy a Mosca o la Cattedrale di Sant’Isacco a Pietroburgo, sono celeberrimi. Ma altri, carichi di venerazione e di spiritualità, sono ben nascosti nell’immensità del territorio russo. Come il Monastero di Solovetskiy, nel remoto arcipelago del Mar Bianco che porta lo stesso nome. Raggiungerlo è già una piccola avventura. Si parte da Mosca, a 1.200 chilometri di distanza, con l’espresso “Arktika” diretto a Murmansk che, dopo circa 16 ore, intorno all’una di notte ferma nella stazioncina di Kem’.  Da qui, con un taxi collettivo, si raggiunge Rabocheostrovsk, un minuscolo villaggio di case in legno affacciato sul Mar Bianco, dove si può trascorrere la notte in un ostello per pellegrini. Il mattino successivo si salpa per Bolshoi Solovetskiy, l’isola principale, con il Vassily Kodyakov, la nave che una volta al giorno raggiunge l’arcipelago. Una traversata che è già parte del pellegrinaggio. I fedeli, che arrivano qui da tutta la Russia, si affollano sotto coperta per ripararsi dal vento gelido. Dal soffitto pende un drappo che raffigura San Nicola su un lato e San Giorgio sull’altro. Molti pregano, qualcuno tiene in mano una candela, altri si appisolano dopo il lungo viaggio. L’arcipelago è composto da 6 di piccole isole, ma l’unica ad essere abitata è oggi quella principale, con non più di 800 residenti.

Man mano che ci si avvicina al piccolo Golfo del Benessere

all’orizzonte si staglia la sagoma in pietra del monastero che con le torri e le mura possenti, ricorda più una fortezza che non un luogo di culto.

E che infatti, nel corso della sua lunga storia, ha dovuto sostenere assedi e bombardamenti. L’abbazia fu fondata nel XV secolo da due monaci eremiti e assunse l’aspetto che ha oggi nel secolo successivo per volere di Ivan il Terribile, fino a diventare uno dei luoghi di culto più importanti di tutta la Russia.

Assediato dalle truppe dello zar Alessio I durante lo scisma dei Vecchi Credenti e cannoneggiato dalle navi inglesi nel 1854 nel corso della Guerra di Crimea, dopo la Rivoluzione il complesso divenne prima parte del gulag, poi prigione e infine base navale per la flotta del Nord. Nel 2003, però, la Cattedrale della Trasfigurazione, con le sue cupole a cipolla e il Campanile dei Tre Fili, è stata riaperta al culto E i pellegrini hanno ripreso a tornare sempre più numerosi.

 


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