Raduno di Salekhard – Alla fiera dell’est

by Fabio Bertino


Raduno di Salekhard

Chi non è mai stato in Russia identifica l’insieme dei suoi abitanti come slavi biondi e dagli occhi azzurri. In realtà, nel paese più grande del mondo risiedono oltre 160 gruppi etnici. Etnie europee, turche, caucasiche, mongoliche, tunguse, uraliche e così via. Un meraviglioso caleidoscopio di lingue, culture, costumi e religioni. Fra i gruppi più affascinanti c’è quello dei nenets, allevatori seminomadi di renne che vivono oltre il Circolo Polare Artico. Abitualmente sono dispersi, al seguito delle mandrie, nella tundra del Circondario autonomo Jamalo-Nenec punteggiata dei loro chum, le tipiche tende coniche di pelli.

Una volta all’anno, durante l’equinozio di primavera, si ritrovano però a Salekhard, la capitale del Circondario, per un grande raduno che è l’occasione per incontrare parenti e amici, fare rifornimenti in città, divertirsi. Salekhard si trova in Siberia, oltre gli Urali, proprio sul filo del Circolo Polare, tanto che alla periferia della città, esattamente sulla linea dove passa il mitico parallelo, è stato eretto un monumento per celebrarlo.

Come dicono gli abitanti, qui “si dorme con la testa nell’Artico e i piedi nel continente”. Per raggiungere la città da Mosca si può scegliere un volo di Jamal Airlines, ma un modo ben più affascinante è quello di percorrere i quasi 2.000 dalla capitale in treno fino alla cittadina di Labytnangi e da qui ricorrere ad un taxi collettivo per i restanti 20 chilometri fino a Salekhard. Una scelta che permette di veder via via sfumare il verde delle foreste nel bianco candido della tundra

e di attraversare le stazioni sperdute degli Urali Polari, passando dall’Europa all’Asia.

Per il raduno i nenets arrivano in città a centinaia con le loro renne, indossando la “malitsa”, il tipico abbigliamento di pelle. Qui si raggruppano sul letto ghiacciato del fiume ai margini della città e si dedicano ai giochi tradizionali. Prove di forza con dei bastoni, presa al lazo delle renne, salto.

 

Ma il momento culminante è, ovviamente, la corsa con le slitte trainate dai loro fedeli animali.

Durante la giornata poi si beve, si mangia e si organizza un piccolo mercato per vendere stivali di pelle, giacche e pesce ghiacciato. Un’esperienza indimenticabile, che da sola vale il viaggio fino a qui.

Testo e fotografie di Fabio Bertino


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