La Dea Kumari

by Teresa Torsello


La Dea Kumari è uno dei simboli della tradizione religiosa in Nepal. E’ anche chiamata la Dea Vivente o la Dea Bambina.
Tra tantissime bambine tra i due e quattro anni, ne viene scelta una che corrisponde a particolari criteri. La futura Dea Kumari deve avere il cranio rotondo, deve essere nata in un particolare periodo dell’anno, e soprattutto non deve essere paurosa. Per testare quest’ultima caratteristica, essa viene rinchiusa per ore in una stanza semi buia; le pareti della stanza sono coperte di teste di bufalo mozzate. La prescelta sarà la nuova Dea Kumari.
La vita di questa bambina non sarà facile; per tutta la durata della carica, sarà segregata in una casa e solo poche persone avranno l’opportunità di entrare in contatto con lei. Uscirà dalla sua residenza solo due o tre volte l’anno, per particolari feste religiose. In queste occasioni, non le è consentito toccare il suolo con i piedi; di conseguenza la porteranno in braccio o la trasporteranno con un baldacchino per le vie di Kathmandu!
Non è permesso a nessuno vedere o fotografare la Dea Kumari. I fedeli (e anche i turisti) possono entrare nel cortile della sua residenza; se sono fortunati la vedrammo affacciarsi dietro una grata. Più che vederla ne indovinerranno la presenza.
La bambina smetterà di essere considerata una dea nel momento in cui perderà sangue. Questo vuol dire che alla comparsa della prima mestruazione, la Dea Kumari tornerà ad essere una bambina normale. Ma non solo; è sufficiente un taglio qualsiasi per perdere il titolo.

Donne al lavoro

A questo punto una nuova Dea Kumari sarà scelta al suo posto, e la bambina tornerà alla sua vita normale… o quasi! Il governo le passerà una piccolissima rendita, ma le sarà molto difficile trovare marito. Infatti, la tradizione vuole che chi sposa una ex Dea Kumari è destinato a morire entro pochi mesi.
E questo sicuramente non la rende un partito molto appetibile!
Negli ultimi anni, le bambine vengono affiancate da un precettore che le segue nei loro studi. In questo modo, una volta tornate alla normalità, esse hanno l’opportunità di trovare un lavoro dignitoso per mantenersi.

Teresa Torsello
www.nonniavventura.it


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