Ubud, arte spiritualità e molto altro

by Cinzia Gallastroni


Ubud, una piccola cittadina ricca d’arte spiritualità e molto altro.
Già dai primi anni 30 divenne ritrovo di artisti provenienti da tutto il mondo.
Erano hippy in cerca d’ispirazione ed esotismo.

arte e verde a ubud
Bottega d’arte

Lo stile di vita in quegli anni era molto semplice e genuino e non esisteva una contaminazione Occidentale. Pochi erano gli esploratori che si avventuravano fino in Indonesia.

Oggi le cose sono molto cambiate, Ubud è diventato il primo centro turistico dell’isola, grazie anche alle scene del film “Mangia Prega Ama “, che vede Julia Roberts in bici attraverso campi di riso verdissimo o al cospetto di uno sciamano dell’isola.

La maggioranza degli artisti occidentali vive ancora a Ubud, è proprio in questa cittadina che si trovano le migliori gallerie d’arte, studi e atelier.
Nei villaggi degli artigiani si sviluppano arti come la pittura, ceramica, legno, argento, tessuti.
Correnti artistiche uniche e meravigliose nate dall’unione di creatività occidentale unite alla manualità e perfezione orientale.

Ma non solo arte creativa, Ubud è sempre più la culla di yoga e Centri Retreat. Offrendo tantissime possibilità per chi decide di dedicarsi alla cura dello spirito per ritrovare un nuovo equilibrio interiore.

Spa e Centri Benessere

Sono tantissimi i centri, dove praticare yoga con maestri anche di livello internazionale.
È facile capire il perché, nonostante il turismo sempre più presente, questo paese conserva ancora un fascino spirituale e una magia rara da trovare.

Negli ultimi anni un’altra arte si è inserita facendo di Ubud una piccola Silicon Valley, è quella dei nomadi digitali. Infatti, quest’isola è una delle mete predilette da chi pratica questo mestiere.  Sempre più presente nel mercato del lavoro internazionale.

Molto di quello che Bali ha da offrire si trova nei dintorni di questa cittadina.
Iniziando dal Palazzo Reale, tuttora residenza del Sovrano di Ubud, o il Pura Sarawsati, il tempio con lo stagno dei fiori di loto, bellissimo da fotografare quando fiorito.
Basta lasciare il centro per ritrovarsi in mezzo al verde infinito delle risaie, tra le papere che sguazzano e i balinesi che svolgono le loro attività quotidiane.
Facili da raggiungere i vari templi sparsi un po’ ovunque, ma di queste attrazioni parleremo in seguito .

L’arte più buona di Ubud è comunque quella del cibo, l’anima zen è rimasta e riemerge nei ristoranti, possiamo trovare cucina vegana, salutista, organica e gluten free.
Imperdibili i succhi di frutta fresca, i centrifugati energetici e il famoso Jamuku (curcuma, olio di cocco, latte di cocco, pepe nero, e ginger ) da cui sono oramai dipendente.

Per chi preferisce i sapori più decisi, nessun problema perché il piatto più popolare dell’isola è il babi guling, maialino arrosto da gustare accompagnato a riso possibilmente rosso e organico.
O il delizioso Nasi Goreng, riso saltato in padella con verdure pollo e uova.

Frutta Tropicale

Ubud è riuscita a stare al passo con i tempi, mantenendo un’anima antica e spirituale, e offre oggi come ieri, tantissime cose da fare e da vedere.


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