Old Delhi, l’India e le sue suggestioni

by Alvaro Ricotti


Old Delhi, India. Al solo evocare il suo nome la suggestione ci prende. L’immaginazione galoppa: bellissime odalische e Marahaja, battute di caccia alla tigre sul dorso di elefanti, foreste impenetrabili, le pire crematorie sul Gange, Mowgli e il libro della giungla di Kipling con gli altri suoi fantastici racconti. Non so se queste situazioni siano mai esistite così come ce le siamo immaginate; certamente oggi non esistono più, l’India è un’altra cosa. L’India è un paese che attira il viaggiatore, un po’ meno il turista. Per visitare l’India occorre avere lo spirito del viaggiatore, la sua sete di conoscenza, la voglia di assaporare i contrasti, capirne le dinamiche e la storia. Questo meraviglioso paese si presta poco a coloro che amano solamente i resort con piscina e concepiscono la vacanza stereotipata con la palma di cocco piegata sulla spiaggia di un mare tropicale. Per vedere l’India bisogna soprattutto non essere schizzinosi, sapersi adattare, saper guardare la gente e non solo essere affascinati dalla natura o dai monumenti. Old Delhi può essere considerata il punto di partenza o il punto finale di un tour alla scoperta di un mondo che purtroppo o per fortuna sta scomparendo; il suo fascino non sono i monumenti che pur ci sono, i suoi parchi che pur ci sono ma le sue strade, la sua gente, come si muove, come si veste, come lavora, come vive.

Per le strade di Old Dheli

Essendo Delhi una metropoli enorme e con un traffico impressionante si consiglia ai visitatori e a quelli che hanno pianificato almeno qualche giorno di soggiorno in città di cercare una sistemazione in un albergo nella zona di Connaught Place, ve ne sono per tutte le tasche. Connaught Place, oltre ad essere effettivamente una piazza enorme a cerchi concentrici è effettivamente molto scenografica e val la pena visitarla, oltre ad essere il cuore pulsante di Delhi e cerniera di congiunzione tra la parte nuova e la parte vecchia della città. Anzi, da Connaught Place con un po’ di buona volontà e voglia di camminare si può raggiungere Old Delhi a piedi, per i più pigri un tuk-tuk è sempre a disposizione e proprio in un lato di Connaught c’è un posto di sosta di questi motorishò dove è più facile concordare il prezzo che non fermandoli per la strada.

La visita, la “full immersion”, può cominciare dal suo più famoso e importante monumento, il RED FORT per poi girovagare a caso nei viali e nel dedalo di viuzze che da qui dipartono, farsi trasportare dalla fiumana di persone che girano incessantemente dappertutto e nei bazar in particolare.

Il RED FORT lo si raggiunge per poche rupie da qualsiasi hotel che sia relativamente centrale in New Delhi. Consiglio di usare il tuk-tuk o motorisho’, molto più agile nel caotico traffico della città dei classici taxi, con il vantaggio di farvi vivere in presa diretta il caos di macchine, animali e uomini per le strade, col farvi respirare insieme allo smog le fragranze, gli odori le puzze di questo mondo magico e terribile. Una visita al forte è un buon inizio, le sue mura rosse lo circondano per diversi chilometri ed è in perenne restauro. Donne vestite col saharee, alcune con i bambini piccoli al fianco, trasportano mattoni di fango rossoe li portano agli operai addetti alla manutenzione e al restauro. Si entra dalla Porta di Lahore (Lahore Gate) e, anche se siete assaliti da improbabili guide turistiche, il giro turistico all’interno del forte si può tranquillamente farselo da soli. È interessante come lo sono tutte le costruzioni, castelli o fortezze che abbiano più di 500 anni. È stato, nella sua storia, fortezza, reggia, caserma e prigione ed è passato dagli imperatori Mogul ai vicerè e governatori inglesi.

Per le strade di Old Delhi

Delhi, dato che prima della separazione tra India e Pakistan era una città prevalentemente musulmana e si parlava la lingua urdu, oggi la popolazione è in maggioranza indù e si parla l’hindi, ha notevoli ricordi del suo passato, in Old Delhi esistono le più grandi moschee di tutta l’India e sono visitabili. La sua strada principale ChandniChowk, assolutamente da percorrere tutta a piedi, ha alle sue estremità sia le moschee più belle sia i templi giainisti più famosi come il Tempio Swetanbara a testimonianza che genti di religioni differenti abbiano convissuto pacificamente per centinaia e centinaia di anni.

Ma come dicevo, e come ho trovato, la parte più interessante è fuori dagli itinerari museali o monumentali. Girare per Old Delhi è una cascata di emozioni. Negozi di cianfrusaglie attigui a magazzini di abiti da cerimonia. Barbieri sbarbano i clienti seduti su sgabelli improvvisati sui marciapiedi tra le auto in sosta (devo dire che anch’io mi sono fatto tagliare i capelli da un abile coiffeur on the road), facchini mangiano sui loro trolley aspettando i prossimi clienti e c’è chi non disdegna una pennichella sul comodo spartitraffico trale corsie della strada principale. Ci sono tintori di stoffe e venditori di naan (tipico paneindiano) cotto in forni scavati nel terreno. Se ci si dovesse perdere non c’è da preoccuparsi, tutti sono molto disponibili ad aiutati basta capirsi il che a volte non è molto semplice anche se quasi tutti masticano l’inglese. Alla fine del girovagare è confortante distendersi e riposarsi sui prati dei numerosi giardini insieme ai tantissimi indiani che hanno avuto lo stesso vostro desiderio, i giardini sono pieni di gente che riposa e chiacchera seduta nell’erba. Qualcuno non disdegna il servizio di pulizia delle orecchie che alcuni specialisti della materia, attrezzati con apposite bacchettine e uncini, offrono per poche rupie.

Per le strade di Old Delhi

Per ritornare in hotel è sufficiente portarsi sulla via principale e fermare un tuk-tuk. A questo punto, forse qualcuno, potrebbe sognare un resort pulitissimo e con piscina, ma vi assicuro che l’esperienza vi segnerà per sempre. Potrete in futuro non ricordare il nome del resort o confonderlo nella memoria con qualcun altro in un’altra parte del mondo, ma non dimenticherete mai l’emozioni e le immagini del vostro peregrinare tra le vie di Old Delh in un viaggio non solo in un luogo, ma in un popolo.


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