Mandawa, la città dipinta sulla strada della seta

by Alvaro Ricotti


Per un europeo, un italiano in particolare, l’impatto con l’India è effettivamente un viaggio nel tempo, un viaggio a ritroso, un salto nel passato. Una espressione del genere può essere considerata una banalità e forse in effetti lo è, ma vi assicuro che una visita a Mandawa non può che suscitare questa impressione anche tra i tipi più refrattari alle emozioni.

Mandawa è una piccola cittadina fuori dai circuiti tradizionalmente più battuti dai tour operator che propongono visite nel nord del Rajasthan, ma merita sicuramente una visita per chi decide di viaggiare con spirito di osservazione e scoperta e non sopporta di essere assillato dai ritmi del sali e scendi dai “pulmanintruppati” dei viaggi organizzati.

Come per tutto il Rajasthan anche per la regione del Shekhawati il periodo migliore per un tour è il periodo invernale fino a marzo, anche se può capitare qualche giorno grigio o con qualche pioggerella, dopo di che le temperature si alzano e non sarà più piacevole girare a piedi per le vie dei villaggi. Per far meta a Mandawa generalmente si parte da Delhiì  ed è consigliabile un noleggio auto con driver (circa 50/60 USD al giorno), ma ci si può affidare a agenzie locali che organizzano pacchetti molto convenienti  (pernottamenti e trasferimenti tutto compreso). Si procede verso Bikaner e la si raggiunge dopo circa 270 km e 5/6 ore di viaggio. Per chi invece facesse base a Jaipur (capitale del Rajasthan) e progettasse  un tour nel nord dello stato nella regione del Shekhawati la distanza è di sole 3 ore di macchina per 170 km. Consiglio almeno due notti da spendere in uno dei suggestivi piccoli hotel ricavati nelle caratteristiche Havelis ristrutturate. Un giorno intero per girare tassativamente a piedi per poter gustare al meglio ciò che offre questa città dove il tempo si è fermato. Per coloro che fossero affascinati dalla bellezza di Mandawa e volessero far base da qui per visitare meglio la regione del Shekhawati suggerisco di puntare verso est a soli 35 km per Jhunjhunu  o verso ovest per circa 25 km, una mezz’ora di auto, per visitare Fatehpur, entrambe caratterizzate da numerosi templi indù, da mercati e dai palazzi havelis.

Secondo alcuni,Mandawa è situata sul tracciato di una delle tante “via della seta” che, percorse dalle carovane di mercanti, portavano le preziose merci dal Katai verso l’occidente attraverso l’India sulla pista che da Delhi portava a Bikaner e Jaisalmerper giungere dopo la traversata del deserto al fiume Indo e solo questo sarebbe sufficiente a coprire Mandawacon un alone di mistero e suggestione. Furono proprio i ricchi mercanti che trasformarono quello che, all’origine, forse era solo una stazione di sosta e di rifocillamento per se stessi e per gli animali, in una cittadina che ha conosciuto momenti di grande ricchezza e fascino architettonico. Questi mercanti nel periodo più florido dei loro commerci dal XVII e XVIII sec. fecero a gara nel costruire case una più bella dell’altra, tutte finemente decorate e affrescate, per mostrare anche esteticamente la loro potenza commerciale. Queste palazzi, detti Havelis, sono tutti riccamente dipinti dentro e fuori e nei fantastici loggiati e chiostri e giardini interni perché tutti potessero vedere, misurare e riconoscere la ricchezza del proprietario.

Oggi purtroppo del passato splendore non resta che il fascino un po’ triste e decadente di una città in cui il tempo si è fermato. E’ d’obbligo girarla a piedi percorrendo ogni sua via e ogni  viottolo, entrando nei cortili delle Havelis per ammirarne il fascino decorativo. I palazzi più prestigiosi sono stati trasformati in hotel (due o tre), dove il restauro esalta la bellezza dei decori, ma è visitando le Havelis normali, quelle ancora abitate dai discendenti dei vecchi mercanti, anche se i decori e gli affreschi sono purtroppo scrostati e un po’malridotti, che a parer mio si penetra più in profondità e si colgono le emozioni più autentiche di questo salto nel passato. E’ possibile trovare alloggio in alcune di queste Havelis trasformate in dignitosi B&B o piccoli hotel in cui oltre al tuffo nel passato si è accolti da una cordialità senza pari in atmosfere che ricordano le avventure di antichi esploratori.


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