Bikaner e il Tempio di Karni Mata

by Alvaro Ricotti


Lungo la strada che da Bikaner porta a Jodhpur a soli 30 km dalla città si trova il villaggio di Dashnok. Qui si trova uno dei templi, per noi occidentali, più curiosi e particolari di tutta l’India: il Tempio di Karni Mata o Tempio dei Topi.

Per chi viaggia in questa parte del Rajasthan è una tappa assolutamente da non perdere. Il villaggio di Dashnok lo si raggiunge in autobus da Bikaner con una corsa che dura meno di un’ora o con un Tuk-Tuk, in tal caso il viaggio dura un po’ di più. Comunque il mezzo più sicuro e tranquillo è un’auto con autista,  guidare autonomamente in India è per un occidentale peggio che un doppio salto mortale. La strada è polverosa, siamo in una zona praticamente desertica, piena di carretti e cammelli che trasportano merci e camionisti kamikaze che viaggiano a velocità folli. Ogni tanto si possono scorgere ai lati della strada carcasse di vecchi veicoli ribaltati e abbandonati.

Una volta raggiunto il piazzale polveroso del Tempio, si è subito avvolti da nuvole di aromi provenienti dai banchetti e carretti che vendono cibo, frittelle, dolcetti;  una moltitudine di pellegrini li comprano prima di entrare nel Tempio. Di turisti occidentali se ne vedono veramente pochi e, forse per questo, il luogo ha mantenuto un’aurea di originalità e autenticità che difficilmente la si ritrova in altre parti.

Il tempio appare alquanto modesto, a confronto di altri ben più famosi luoghi di culto Indù, a parte il maestoso portone in metallo argentato tutto cesellato e scolpito con scene e raffigurazioni del panteon induista. Oltrepassato il portone d’ingresso, dopo aver lasciato la scarpe in apposite rastrelliere, ci si immette in un vasto cortile colonnato. Subito ci si rende conto del motivo della fama che fa del tempio di Karni Mata un luogo veramente unico: migliaia e migliaia di topi scorrazzano in tutte le direzioni sul pavimento lastricato di marmo. Soprattutto si agitano abbeverandosi attorno a enormi scodelle di metallo colme di latte costantemente riempite dai fedeli e dai pellegrini in adorazione; alcuni di loro si sdraiano per terra nella speranza di farsi calpestare dai santi roditori che con il loro zampettio dovrebbero procurare lunghi periodi di prosperità.

Diverse sono le leggende che interpretano e giustificano la venerazione dei topi in questo tempio; una tra le più accreditate sostiene che i topi siano le future reincarnazioni dei mistici e dei santoni nell’interminabile giro della vita e della morte. Un’altra, invece, sostiene che i topi stessi sono le reincarnazioni delle anime pure di bambini morti, per questo venerati dalle giovani coppie appena sposate per ottenere la grazia di una prole numerosa e sana.

Il percorso della visita all’interno del Tempio si sviluppa in un dedalo di corridoi in cui in ogni anfratto ciotoloni colmi di latte e altarini con le cibarie date in offerta sui quali si riversano i famelici roditori.

Oltre all’atmosfera mistica e strana data da queste decine di migliaia di topi, si dice che ve ne siano circa ventimila, la visita è interessante per la popolazione dei fedeli. Moltissimi di questi sono giovani coppie che sfoggiano i loro variopinti abiti da cerimonia ed è curioso il loro modo di procedere alla visita nel tempio: generalmente l’uomo trascina, per tutto il percorso, la sua sposa tutta velata con una sciarpa o un grosso foulard, a rimarcare il suo ruolo di guida nella nuova famiglia che andranno a costituire.

Sicuramente la visita al Tempio di Karni Mata è un’emozione che lascia un segno indelebile nella memoria del viaggiatore.


7 thoughts on “Bikaner e il Tempio di Karni Mata

  1. Be… devo dire che questo è uno dei posti più strani forse al mondo, ma io rispetto le usanze di tutti i popoli, se mai andrò in India, sicuramente ci andrò per la santa curiosità di vedere queste migliaia di topini che sbucano fuori ovunque. Una cosa però è certa, li guarderò stando un po’ alla larga, ahahahah. Non me ne volete, ma non amo molto i topini. 🐁🐀🐁🐀🐁 bel racconto comunque.

  2. Ho visitato il tempio e vi assicuro che camminare senza scarpe fra popò e pipì non è stato piacevole! Ha vinto come al solito la curiosità. Questo è il viaggio!

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