Ukunda, passeggiando per le sue strade polverose

by Grazia Squillaci


Ukunda, passeggiando per le sue strade polverose in una calda giornata di settembre … questo è ciò che mi torna in mente ripensando al Kenya. Una mattina come tante durante la mia permanenza in questo Paese, mi invoglia all’esplorazione, cerco qualcosa di diverso, cerco qualcosa che non sia costruito a misura di turista. Così, conosciuto il giovane signor Jackson, decido di andare con lui in visita alla sua città. In fretta e furia ci organizziamo con un vecchio e sgangherato Matatu ( tipico minibus kenyota ) e l’avventura ha inizio. Il viaggio è breve ed allegramente accompagnato dalla musica reggae di Bob Marley che tanto piace alla gente del posto. Canticchiando, osservo dai vetri appannati del veicolo, i paesaggi che velocemente scorrono davanti ai miei occhi, fino all’arrivo.

Appena scesa, una moltitudine di bambini mi circonda con aria curiosa e festosa, pregando per una caramella che prontamente gli offro. Mi accompagnano per un pò, qualcuno tenendomi per mano, qualcun altro camminando semplicemente accanto a me fissandomi con occhioni teneri, come se volesse leggermi l’anima.

Ukunda

Durante il cammino, mi rendo conto di come Ukunda sia profondamente diversa dalle città patinate, costruite a misura di turista. Mi guardo intorno, cumuli di immondizia, simili a grosse discariche, strade dissestate e polverose  insieme ad un odore acre e pungente che  travolge la mia mente… proseguo fino ad arrivare in un mercato. La gente mi osserva, forse anche perché attorno al collo ho la mia inseparabile macchina fotografica che non uso ovviamente, per non arrecare fastidio… non voglio proprio rubare l’anima a nessuno !!! Mi fermo tra le bancarelle di indumenti usati, di cibo e compro altre caramelle da regalare a chi me le chiederà. Mi sento un’intrusa, quasi mi vergogno ma proseguo fino ad arrivare ad un orfanotrofio. I bambini e gli insegnanti mi accolgono con affetto, intonano canti e poi baci, abbracci e carezze.
Trascorro con loro il resto della giornata e mi sento felice e triste al tempo stesso… Vorrei portarli via con me tutti, ma non posso. A sera, infine, arriva il momento dei saluti e mentre le lacrime scorrono sul mio volto, vado via cosciente di lasciare una grossa fetta della mia anima proprio li ad Ukunda!

Grazia Squillaci

 

 


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