Mauritius, l’isola della felicità.

by Daniela Tinè


L’isola, conosciuta dai mercanti arabi anche prima del X secolo, restò disabitata fino all’arrivo dei primi coloni europei. Fa parte delle isole Mascarene, chiamate così da Pedro Mascarenhas, esploratore portoghese, che nel 1513 arrivò sull’isola per caso. La sua destinazione era l’India, fu il primo colonizzatore; poi si insediarono gli Olandesi che la battezzarono Mauritius. Nel 1710 la occuparono i Francesi, poi fu la volta degli Inglesi che governarono dall’inizio dell’800 fino al 12 marzo 1968 quando Mauritius divenne una Repubblica indipendente.
L’isola, di origine vulcanica, è costituita da un altopiano centrale, elevato intorno ai 400 mt.con modesti picchi (alt. massima 800 mt). I brevi corsi d’acqua scendono rapidamente dall’altopiano, alimentati da precipitazioni, complessivamente abbondanti (soprattutto sul versante orientale) apportate tra ottobre e aprile dai monsoni. L’umidità e la temperatura elevata sono costanti, e fanno si che non ci siano le mezze stagioni.

Giardino Botanico

L’isola era ricoperta da una fitta vegetazione con foreste fluviali, che vennero man mano abbattute per far spazio alle piantagioni di the, canna da zucchero, fondamentale per l’economia del paese. Solo negli anni ’80, è stata approvata una legge che vietò il taglio delle foreste.
Troppo tardi comunque per salvare alcune specie autoctone, come il Dodo, un buffo pennuto della stazza del tacchino, incapace di volare. Esso si estinse poco dopo l’arrivo degli Olandesi sull’isola, in suo ricordo restano gli esemplari impagliati al Museo di Storia Naturale a Port Louis.
Diciamo che è un po’ il simbolo dell’isola, lo si trova in un tutte le forme e misure come souvenir, tornare da Mauritius senza un Dodo non sarà possibile.
Anche per la tartaruga gigante a cupola, o dal dorso a sella, due specie endemiche, gli ultimi avvistamenti risalgono al XIX secolo, quelle che si trovano adesso nei parchi sono quelle importate dalle vicine Seychelles.
Oltre all’Inglese al Francese e al Creolo, a Mauritius si parlano ben 7 lingue d’origine indiana e due di provenienza cinese.
Per rendervene conto, basta una visita al vivacissimo mercato della capitale Port Louis, vivace colorata, essa profuma d’Africa, d’Asia, d’Europa e d’Oriente.


3 thoughts on “Mauritius, l’isola della felicità.

  1. Complimenti Daniela, bell’articolo. Poche info ma utili. Io ho visitato l’isola anni fa e mi è molto piaciuta. E’ un viaggio che consiglio di fare una volta nella vita ( anche a famiglie con bambini ).

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