Le rovine di Gede – Kenya

by Teresa Torsello


Gede viene chiamata la “città perduta” poichè è avvolta nel mistero e poco si sa della sua storia. Si tratta di un sito archeologico situato ad una ventina di chilometri da Malindi e circa quattro da Watamu. Gli studi degli archeologi hanno dimostrato che la sua costruzione può essere fatta risalire al XIII secolo.
Gede era un insediamento arabo che contava più di duemila abitanti, ma che un giorno misteriosamente venne abbandonato. Impossibile sapere la causa: non ci sono segni di guerre o di epidemie che possano aver causato questa migrazione di massa.
Naturalmente sono state fatte alcune supposizioni, che però è impossibile verificare.


La prima afferma che la città fosse situata proprio sulla riva dell’oceano; con il suo ritirarsi, il villaggio rimase all’asciutto costringendo gli abitanti a ritirarsi.
La seconda teoria invece immaggina che il paese sia stato invaso dalla popolazione dei Galla, una popolazione somala. In seguito all’invasione e al saccheggio da parte dei Galla, la popolazione indigena abbandonò la città.
Con il tempo, la natura ha preso il sopravvento e la vegetazione ha ricoperto gli edifici abbandonati. I suoi resti vennero ritrovati nel 1920 e nel 1948 le rovine furono dichiarate Parco Nazionale ed il sito finalmente aperto al pubblico.
Tra quello che resta di questa antica e misteriosa città, potrete vedere i ruderi di tre moschee, del palazzo del sultano e di molte case. I bagni delle case attorno al “Grande Palazzo” sono particolari perche dotate di un gabinetto alla turca, ma anche di un lavabo. In alcuni casi troverete una forma rudimentale di bidet.

Potrete anche vedere alcuni portali in pietra che, circondati dalla foresta, offrono uno spettacolo molto affascinante. Inoltre ammirerete una colonna, che è l’unica cosa sopravvissuta del tempio della città di Gede.
Oggi, Gede è diventata la dimora di un folto gruppo di cercopitechi, vi seguiranno nel corso della visita cercando di ottenere da voi cibo. ma state attenti, alcuni sono veramente molto aggressivi, quindi evitate il contatto diretto.

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